Adele Faccio

L’ALTERNATIVA

Paladina dei diritti umani e civili, icona delle battaglie di progresso degli anni ’70 e ambientalista ante litteram, sempre in opposizione a qualsiasi forma di oppressione e autoritarismo, una vita esemplare all’insegna della disobbedienza civile e della resistenza non-violenta, l’Adele ha immaginato soluzioni alternative ad un sistema sociale da lei ritenuto arretrato e inadeguato, riuscendo a tradurre la sua capacità immaginativa in azione culturale, civile e politica

L’omaggio del Quirinale

«Di Adele Faccio ricordo l’appassionata militanza politica e parlamentare, la generosa battaglia per l’affermazione dei diritti umani e civili, il coraggioso impegno per il riconoscimento del ruolo e della pari dignità delle donne, con cui ha contribuito all’evoluzione culturale e sociale del nostro paese nel segno dei fondamentali valori di libertà e di democrazia».

 


Giorgio Napolitano

9 Febbraio 2007

Il ricordo di Emma Bonino

Ci sono incontri che ti cambiano la vita

di Emma Bonino

«Con Adele ho iniziato la mia militanza politica nella lotta contro l’aborto clandestino e le mammane. Con lei sono entrata per la prima volta in Parlamento. Ho condiviso con Adele aspre battaglie. Di lei conservo un ricordo pieno di affetto e tenerezza»

Il ricordo di Gianfranco Spadaccia

Pratica e determinata come Ernesto Rossi

di Gianfranco Spadaccia

« Ad unicirci fu la sua straordinaria capacità di aggregazione e di organizzazione, l’intelligenza di comprendere che, intorno alla sua azione occorreva costruire un progetto politico, nonviolento, referendario, parlamentare»

Il ricordo di Francesco Rutelli

Il suo volto era quello di una donna di battaglia

di Francesco Rutelli

«Adele Faccio ha messo fino in fondo il suo volto al servizio della causa femminile, femminista, dei diritti civili, dei radicali, per il cambiamento della società italiana, vorrei dire con il sorriso aperto della bellezza dell’anima»

Progetti di Legge presentati

Interventi nell'Aula dei Deputati

Atti di indirizzo e di controllo

RAI STORIA | Il Segno delle Donne

Regia di Marco Spagnoli

MONICA NAPPO INTERPRETA ADELE FACCIO

Guarda l’intervista immaginaria nella puntata integrale di Rai Storia 

Magari avessimo ancora politici così in giro

«In realtà, entrare nel mondo di questa donna è stato facilissimo, perché è un mondo in cui – da sana femminista quale era – sono tutti inclusi. Si è avvalsa dell’aiuto di molti maschi nella sua vita, è sempre stata inclusiva, ed essendo anche una filologa e una donna di cultura, i suoi discorsi sono sempre molto coerenti, ponderati e con una mente lucida e di cuore allo stesso tempo. Provo molta ammirazione per chi ha fatto scelte estreme per salvaguardare i diritti comuni e far diventare la propria società più civile e in difesa dei meno forti. Magari avessimo ancora politici così in giro».

Monica Nappo

Poesie

La danza di Shiwa

Moto perpetuo
ritmo di aironi in ballo
eternamente mosso
– cariche positive e negative
lanci e rilanci
in spezzettamento di spazi
e fiorire di quarzi
spaccate e virgole, arabesques,
pointé, plié, fuetté,
et pas de deux et des dieux.
La danza di Shiwa
vertigine elettronica
mega attrazioni e repulsioni
nel gioco spaziale
delle spirali galattiche
con coreografie di simboli
e di forze
che solo amore e luce fa danzare.

Adele Faccio | Capodanno 1986

Resistenza

Abbiamo lasciato
cumuli di neve – cumuli di sabbia
lungo le strade percorse
– i compagni migliori –
Abbiamo lasciato
tutta la nostra fede
lungo le strade percorse
– la parte migliore di noi –
Ora le mani penzolano vuote
e ci rimane soltanto
una infinita sete di silenzio.

 

* * *

 

Colonna di deportati in marcia
attraverso l’Europa
da tutti i paesi
verso la camera a gas.
La fila interminabile
non ha più volto
né nome
ma solo piedi
immani per andare.
Stramazzano esausti
o sotto i colpi
quando anche i piedi sono consumati.
Non resta che il pennacchio
di fumo puzzolente
sulla ciminiera.

 

* * *

 

La carne torturata
è un nodo di dolore.
convulsa perché non sfugga dalle dita
la sola volontà non cede.
Parlare o lasciarsi morire
ricade lo spiraglio
socchiuso
con tanta fatica
sul domani.

 

* * *

 

Per chi odia il sopruso
la violenza il terrore
un mitra una coperta
cinque castagne a testa
e libertà.
Compagni, si resiste.

 

* * *

 

I ribelli non hanno paura
I ribelli si comprano la morte
per farne una collana
o una cintura.
E se battono i denti nell’attacco
non importa
credete
la loro paura
la portano come un vestito
un po’ stretto
che con un colpo lo spacchi
e ci stai.

da Energeide

 

……………………………………..1.

Dal Pianeta è scattato un nuovo spazio
lungo le traiettorie iperuranie
– piccolo ambito resta la Terra
il sistema solare
è una scodella –
…………………….Partiamo verso nuove dimensioni
…………………….dove tutto è più vasto ed incolmato
…………………….Forse non torneremo… e arriveremo…
…………………….dove nessuno ci attende. Il vuoto
…………………….non è da capogiro, ma di casa,
la nostra casa nuova che ci attende,
come attese emigranti in tempi antichi
terra nuova d’America e Oceania.
Vanno per gli spazi iperuranii
che non sappiamo ancora
e pure amiamo
come si ama speranza di vita futura
per figli ancor non nati
ma di cui già si sogna il nome e il viso.
…………………….Un nome, uno qualunque,
…………………….antico o nuovo –
…………………….Amazonia, dicemmo, od Oceania,
…………………….quando rappresentavano l’ignoto.

……………………………………2.

Oggi parliamo di parsec e di ioni
di spirali galattiche e di nèbule
antimateria, buchi neri, quasar,
isole nane perdute nello spazio,
supernovae, esplosioni e vie galattiche
da nubi a globi per fecondazione
– vivai stellari, nati freddi e caldi,
lentissimi millenni o sprazzi di luce –
stelle giganti, stelle nane e fredde,
stelle bianche e rosse oppure brune
stelle che pulsano e stelle che esplodono
stelle che stan nel travaglio del parto
stelle che spasimano nell’agonia
stelle della sequenza principale
splendono sempre – per tutta la vita –

……………………………………….3.

Mille miliardi di stelle da studiare
da conoscere e amare
mille miliardi
…………………….gocce di pioggia cosmica
…………………….gli ammassi globulari
…………………….di splendore galattico − e nubi cosmiche –
la nana terminale dell’Orsa Minore
è rarefatta per disgregazione mareale
…………………….e nel connubio cosmico incredibile
…………………….aumenta il peso del gruppo locale
…………………….di fuori-campo galattico
mulini a vento in cielo
e luminarie di nebulose dense
deformi e lacere…………………….oppure fusiformi
caldissime irraggiano nell’infrarosso
dense simmetriche…………………– come disegnate –

.

In © AA. VV. contrAppunti perVersi, a cura di Beppe Costa, Roma, Pellicanolibri, 1991.

Testimonianze

La pioniera che ci manca tanto

La pioniera che ci manca tanto

Adele Faccio era una di quelle donne che vorresti avere accanto in questi giorni, mentre ci si organizza per riaffermare, ancora una volta, che in materia di aborto l’ultima parola è quella femminile

La dolcezza di Adele Faccio

La dolcezza di Adele Faccio

Gli animali, le piante, i sassi e le onde: è la formula con cui Adele Faccio scandiva l’elenco delle realtà intorno a noi, a cui siamo tenuti a prestare attenzione per sperare in un mondo migliore

Una vita di battaglie

Una vita di battaglie

Una signora non giovanissima già negli anni Settanta, per niente curata alla maniera delle politiche di oggi, pesantemente presa in giro, oggetto di continue battute per il suo nasone

Il periodo catalano

Adele Faccio ha tradotto Ernesto Che Guevara ed il suo lavoro di traduttrice negli anni Sessanta è ben noto, ma sono pressocché sconosciuti alla critica italiana i primordi di questa sua attività che risale al suo approdo a Barcellona e alla poesia catalana, diventandone un’appassionata paladina mediante la traduzione e la critica militante. Un debito di riconoscenza ancora non pienamente onorato che la cultura catalana moderna, e chi in Italia se ne interessa, ha contratto con Adele Faccio e non solo per le poesie di uno tra i più rappresentativi poeti catalani, Salvador Espriu. L’impegno ideologico, la difesa della causa della libertà civile e politica, la solidarietà verso la Spagna oppressa dalla dittatura e la militanza intellettuale a favore della lotta antifranchista caratterizzano il rapporto di Adele Faccio con la cultura spagnola e catalana. A Barcellona, impartirà lezioni di italiano al Club de Estudios Friedendorff, entra in contatto con diversi intellettuali catalani, impara perfettamente il catalano e collabora con loro sotto diverse forme. Il suo sostegno alle attività culturali antifranchiste cominciò con la traduzione de “Gli esiliati“, una delle poesie più celebrate di Miquel Forteza, ma la solidarietà con la cultura della clandestinità diventò ancora più significativa quando nel 1949 Adele Faccio si impegnò come editrice della rivista «Occident», l’unica all’epoca pubblicata nella proibita lingua catalana, diffusa sotto le false spoglie di una pubblicazione del «Centro di Cultura Internazionale» di Genova ma in realtà stampata in tipografie clandestine catalane. L’attività di traduttrice dal catalano di Adele Faccio continuerà anche dopo il suo rientro in Italia, ad esempio con le “Edizioni Avanti!” presentando con la casa editrice del PSI da una prospettiva di denuncia contro la repressione culturale franchista, alcuni esempi di «una forte scuola poetica che viene sostenuta ed incoraggiata da ammiratori, amici e mecenati veri e propri che questa poesia proteggono e ad essa si ispirano nella propria resistenza interiore».

LE TRADUZIONI DAL CATALANO
DI ADELE FACCIO

Scarica lo studio a cura di
Gabriella Gavagnin

Docente di Lingua e letteratura Italiana
presso l’Università di Barcellona

Disobbedienza Civile

«Noi facciamo gli aborti perché siamo contro l’aborto»

l’AUTODETERMINAZIONE

La Fondazione del CISA

Il Centro Informazione Sterilizzazione e Aborto viene fondato nel 1973 a Milano presso la sede del Partito Radicale in Corso di Porta Vigentina 15/A

Cosa fa il CISA

Imposta e risolve problemi di tutte le donne che non possono, non vogliono e non sono in condizioni di avere figli.

Come fa l'aborto il CISA

Per mezzo di medici che praticano l’aspirazione con la cannula Karman. Non è un atto chirurgico e non è un intervento operatorio micidiale per l’utero, come il raschiamento. E’ un sistema meccanico con cui, per mezzo di una piccola canna e di un pompa aspirante, si aspira in contenuto dell’utero, ancora informe e grumoso, prima del terzo mese, cioè prima che l’ovulo fecondato si agganci alla parete dell’utero e inizi il ciclo morfologico, cioè prenda forma. Fino a quel momento l’ovulo fecondato non è vitale né capace di vita.

Chi finanzia il CISA

Le nostre donne che fanno un’offerta libera e volontaria secondo le loro convinzioni e le loro possibilità. In questo senso, anzi, si crea una solidarietà meravigliosa fra le donne che prendono coscienza dell’ampiezza civile del problema e che si appoggiano e aiutano a vicenda e nell’occasione acquistano una dimensione nuova sui rapporti fra le donne, sull’oppressione che le donne vivono nella casa, nel lavoro, nella vita associativa e spesso scoprono la realtà della condizione femminile proprio nel momento della tensione umana e sociale creata dall’aborto. In questo senso il C.I.S.A. svolge anche una profonda azione di presa di coscienza femminile ed è il mezzo col quale si crea una nuova interrelazione fra le donne.

Il CISA sugli anticoncezionali

L’uso degli anticoncezionali è l’unico mezzo per la difesa della libera scelta della maternità.

Gli anticoncezionali sono essenzialmente sicuri se vengono usati con discernimento e costanza:

1 – “La pillola” che agisce sulla ovulazione della donna.

2 – “Il diaframma” che apre la bocca dell’utero e impedisce l’ingresso degli spermatozoi nella cavità uterina.

3 – “La spirale” – o mezzo intrauterino – che impedisce all’ovulo fecondato di installarsi nell’utero femminile.

4 – “La sterilizzazione” che chiude le tube impedendo definitivamente il passaggio dell’ovulo fecondato nell’utero.

La “pillola” – o contraccettivo orale (eteroprogestinico) – inibisce l’ovulazione e perciò ogni possibilità di concepimento, agendo contemporaneamente a livello ipofisario (impedendo all’ipofisi di inviare alle ovaie i normali stimoli ovulatori) e a livello ovarico (bloccando la risposta delle ovaie alle stimolazioni dell’ipofisi). La pillola ha anche la funzione di regolarizzare le mestruazioni, per cui, dopo qualche mese, scompaiono tutti i disturbi, le irregolarità e i disordini mestruali. Naturalmente la pillola va prescritta dal ginecologo, secondo il dosaggio ormonico necessario per ciascuna donna. Non è vero che sia dannosa, salvo alcuni casi particolari di disturbi circolatori, epatopatie, stati cancerogeni dell’utero e del seno, ipertensione arteriosa, tutti casi piuttosto rari in donne giovani, e facilmente riconoscibili e diagnosticabili anche a vista dal ginecologo.

“Somministrazione”: si prende una compressa la giorno per 21 giorni consecutivi fino a esaurire la prima confezione. Si interrompe il trattamento per sette giorni, durante i quali compare il ciclo mestruale e in cui la donna è assolutamente infeconda. Dopo questo intervallo di sette giorni, indipendemente dalla durata delle mestruazioni, all’ottavo giorno si prende il primo confetto della nuova serie.

L’ora di assunzione della pillola è indifferente. Se si dimentica di prendere una pillola bisogna prenderla subito appena possibile, qualunque ora sia, e poi prendere anche la solita compressa del giorno regolarmente alla solita ora. La pillola è il metodo anticoncezionale più sicuro.

Tutte le chiacchiere che si fanno in senso contrario sono soltanto chiacchiere prive di serietà.

“Il diaframma” è formato da una sottile coppa di gomma circondata da un anello. Le misure del diaframma variano a seconda delle diverse dimensioni della cavità vaginale; l’esatta misura deve essere stabilita da una persona esperta che insegna anche alla donna come applicare e togliere il diaframma.

Prima dell’introduzione è opportuno spalmare all’interno e all’esterno del diaframma un po’ di crema spermicida che aumenta la sicurezza del contraccettivo. Il diaframma può essere posto in vagina dalla donna qualche ora (tre o quattro) o pochi minuti prima del rapporto sessuale, ma non deve essere tolto prima che siano trascorse otto ore dall’ultimo contatto.

La presenza del diaframma non viene avvertita durante il rapporto sessuale e non riduce la sensibilità né il piacere sia di lei che di lui.

“La spirale” o mezzo intrauterino è un dispositivo di materiale plastico che viene inserito nella cavità uterina e rende difficile, o addirittura impossibile l’installazione dell’ovulo fecondato nell’utero della donna. Una volta inserita e ben adattata, la spirale resta in permanenza nella cavità uterina finché non si decida di toglierla. Il periodo consigliato è di almeno due anni. La maggior parte delle donne porta la spirale senza incidenti né disturbi. La spirale è formata da un filo di nylon che fuoriesce dalla bocca dell’utero in vagina, per cui ogni donna è in grado di controllare se è a posto anche da sola.

Dopo la pillola la spirale è considerata il metodo anticoncezionale più efficace; non dà nessun fastidio ed è assolutamente impercettibile durante i rapporti sessuali.

La “sterilizzazione femminile” è un’operazione complessa che implica l’incisione della parete addominale, il taglio di un tratto delle tube e la legatura delle estremità recise. Dopo l’operazione l’ovulo non può più arrivare nell’utero perché è stato reciso il canale di passaggio. L’operazione è sicura ed efficace e richiede una settimana di degenza in ospedale.

La sterilizzazione della donna, come quella dell’uomo, non asporta nessuna ghiandola sessuale e quindi non influisce né sul desiderio né sulla funzione sessuale.

La prevenzione sul fronte maschile

E’ giusto che anche gli uomini collaborino a questa difesa della vita. Non è giusto che soltanto a carico della donna vadano tutti i problemi relativi alla prevenzione. Anzi. L’uomo può sempre ricorrere all’uso del “preservativo”, superando la ridicola prevenzione moralistica nei confronti di questo sistema che si solito viene riservato ai rapporti casuali e mercenari, come se non esistessero gli stessi problemi anche nella vita sessuale familiare.

Il preservativo raccoglie il liquido seminale e non lo lascia penetrare nel corpo della donna. Anche le prime gocce sono spesso cariche di spermatozoi, e quindi l’uso del preservativo va fatto razionalmente, senza condizionamenti mentali fasulli imposti da una lunga tradizione di repressione moralistico-cattolica.

Il mezzo più sicuro per la prevenzione delle nascite da parte maschile è comunque la “sterilizzazione maschile” che stacca il condotto che porta gli spermatozoi nello sperma o liquido seminale. In questo modo viene impedito il passaggio degli spermatozoi nello sperma, ma l’eiaculazione rimane invariata. L’intervento dura pochi minuti e viene eseguito in anestesia locale.

La sicurezza assoluta data dalla sterilizzazione maschile si ottiene solo dopo circa due mesi e qualche analisi, perché prima devono esaurirsi gli spermatozoi che erano già scesi nei testicoli prima dell’intervento.

Gli spermatozoi sono microscopici, ma dotati di una vitalità formidabile, per cui è necessario far analizzare il liquido seminale due mesi dopo l’intervento per avere l’assoluta certezza che il passaggio del seme sia completamente esaurito.

Il desiderio erotico e la potenza virile restano assolutamente intatti, anzi, il rapporto sessuale si arricchisce e diventa ancora più intenso perché non turbato dalle preoccupazioni psicologiche che avvelenano l’esistenza di tante coppie.

La campagna con il Partito Radicale

«I radicali conducevano da molto tempo questa campagna per il superamento del Codice penale e nel frattempo, nel ’74, era già passato il referendum per il divorzio aprendo tutta una stagione di grande fermento sui diritti civili, mentre sul fronte femminile si erano formati parecchi collettivi, e proprio durante questo periodo di effervescenza scoppiò il caso della clinica di Firenze in cui noi Radicali, con Adele Faccio e il Cisa, accompagnavamo le donne per abortire in sicurezza con il dottor Giorgio Conciani, secondo la linea della disobbedienza civile, del gesto pubblico. Poi, nel gennaio del ’75 il giornale di destra Il Borghese fece esplodere lo scandalo e arrestarono me, Gianfranco Spadaccia e Adele Faccio»

EMMA BONINO

L'approvazione della Legge 194

«Nel frattempo i Radicali avevano lanciato con L’Espresso la raccolta di firme per il referendum abrogativo delle leggi che punivano come reato l’aborto, e portavano avanti tutta una serie di campagne di disobbedienza civile, ma pur di evitare il referendum si preferì andare a elezioni anticipate e noi riuscimmo a far eleggere 4 deputati in Parlamento, tra cui io. Il referendum, però, rimase sul tavolo e ancora nel ’78, sempre per evitarlo, si trovò un accordo politico attraverso una legge con degli elementi di compromesso, per certi versi anche un po’ ipocriti, che consentì alla Dc di lasciarla passare. E così passò la legge nel maggio del ’78, in un clima di grande di effervescenza sui diritti civili, una stagione che si portava dietro il voto ai diciottenni, l’obiezione di coscienza e la riforma del diritto di famiglia»

EMMA BONINO

Le autodenunce

Il Cisa a processo dopo 15 anni

di Roberto della Rovere

Tra coloro che nel 1976 si autodenunciarono per sostenere la campagna per la legalizzazione dell’aborto Roberto della Rovere, giornalista del Corriere della Sera, viene intervistato da Radio Radicale il 4 ottobre 1990 in occasione del processo di Firenze che iniziava a 15 anni di distanza dai fatti.

Intervista curata da

 

 

 

 La fine del processo di Firenze

A Firenze vengono tutti assolti

di Adele Faccio

Adele Faccio interviene a Radio Radicale per commentare la fine di un processo che ha visto tutti gli imputati assolti.

«Sono contenta del risultato. Il fatto è concluso, io voglio sperare che non ci siano code. Comunque ci batteremo ancora, perché si vada avanti perché si arrivi all’abrogazione del reato a livello europeo e mondiale»

 

 

 

In Parlamento

Radicale, Federalista europea, Verde arcobaleno

Tra il 1976 e il 1990 deputata della Repubblica nella VII, VIII e X Legislatura

 

Progetti di legge presentati da Adele Faccio

  • 1976 | 10 progetti di legge presentati
  • 1977 | 5 progetti di legge presentati
  • 1978 | 4 progetti di legge presentati
  • 1979 | 18 progetti di legge presentati
  • 1980 | 21 progetti di legge presentati
  • 1981 | 8 progetti di legge presentati
  • 1982 | 14 progetti di legge presentati
  • 1983 | 5 progetti di legge presentati
  • 1987 | 23 progetti di legge presentati
  • 1988 | 22 progetti di legge presentati
  • 1989 | 13 progetti di legge presentati
  • 1990 | 4 progetti di legge presentati

Libertà sessuale, libera sessualità

«Noi non vogliamo costringere nessuno a scegliersi la sessualità, non è una cosa che si sceglie come un vestito»

IL CENTENARIO

13 Novembre 1920 – 13 Novembre 2020
Fino al 13 novembre 2021 celebreremo giorno per giorno il Centenario dalla nascita di Adele Faccio

Giorno(s)

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Ore(s)

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Minuto(i)

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Second(s)

Il Convegno inaugurale del 13 Novembre 2020

di Radio Radicale

Lunedì 8 Febbraio 2021 | Ore 18:00 | Diretta video su Radio Radicale
IL POTERE DEL CAMBIAMENTO
Convegno in memoria di Adele Faccio

In occasione della ricorrenza della sua scomparsa avvenuta a Roma l’8 Febbraio del 2007, abbiamo chiamato a raccolta alcune protagoniste della nostra contemporaneità per discutere insieme di politiche di genere e universo creativo femminile

Partecipano all’incontro:

Cristina Comencini | Regista, sceneggiatrice, drammaturga e scrittrice impegnata per i diritti civili e la parità di genere

Monica Nappo | Attrice e regista teatrale che ha interpretato Adele Faccio ne Il Segno delle Donne su RAI Storia

Cinzia Guido | Assessora alla cultura e alle pari opportunità del Municipio Roma I Centro

Anna Di Francisca | Regista e sceneggiatrice

Barbara Cupisti | Attrice, sceneggiatrice e regista di documentari

Maria Laura Annibali | Documentarista e sceneggiatrice, presidente del Di’ Gay Project già Garante della Consulta Femminile per le Pari Opportunità della Regione Lazio, tra le prime firmatarie e praticanti della legge sulle unioni civili

Veronica Piraccini | Titolare della Cattedra di Pittura della Accademia di Belle Arti di Roma

Annalisa Pellegrini | Presidente della Civica Scuola delle Arti di Roma

Simona Sarti | Artista e direttrice artistica

Catia Acquesta | Direttrice responsabile delle testate di Roma Mobilità di Roma Capitale, autrice del libro Mia o di nessun altro. Il lato impervio dell’amore e portavoce di Medea Associazione Contro la violenza di genere

Anna Silvia Angelini | Esponente dell’AIDE Associazione Indipendente Donne Europee, fondatrice del centro d’ascolto “Uscita di sicurezza” e autrice del libro La Violenza Declinata

Lucilla Colonna | Giornalista, critica cinematografica, sceneggiatrice e regista del lungometraggio Festina Lente dedicato alla figura di Vittoria Colonna poetessa del Rinascimento

Elisabetta Rocchetti | Attrice e regista

Stefania Nardo | Sociologa autrice de Il Maschiometro un’analisi originale e variegata ma scientifica del maschio contemporaneo

Intervengono:

Sergio Rovasio | Fondatore dell’Associazione Certi Diritti e Consigliere Generale del Partito Radicale

Raffaele Rivieccio | Giornalista e storico del Cinema

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