Alfredo Biondi | Intervento in Aula del Senato | 13 Febbraio 2007

Signor Presidente, mi unisco alle parole della collega Negri nel ricordo e nel rimpianto di Adele Faccio, che ho avuto l’onore di conoscere in Parlamento e di apprezzare per le sue capacità di affrontare i problemi, anche più delicati e difficili, con uno spirito aperto, non fazioso, più desideroso di convincere che di imporre le proprie opinioni, come dovrebbe sempre essere.

Adele Faccio era una donna straordinaria per il modo in cui era capace di affrontare, in tempi difficili e diversi (mi permetto di dire anche peggiori di quelli di oggi, per quanto attiene alla condizione femminile), i valori di una società che ha bisogno di una grande e nuova forza, che stabilisca l’equilibrio nei rapporti civili, sociali ed umani nel nostro Paese.

Era una donna coraggiosa, non temeva l’impopolarità; quello che doveva dire lo diceva sempre, con chiarezza e con il senso delle proprie convinzioni, nel rispetto di quelle altrui. Credo sia una parlamentare che va ricordata come esempio di come ci si deve comportare in Parlamento: con rispetto e con forza. Forza delle proprie convinzioni, rispetto di quelle degli altri. Ecco come io ricordo Adele Faccio