Da una intervista a Il Giornale del 29 Dicembre 1992 

«Siamo pronte tutte, noi donne, a tornare in piazza per difendere il diritto-dovere all’aborto». Adele Faccio, simbolo di tutte le più radicali battaglie abortiste, dopo le dichiarazioni di Amato ha riscoperto la grinta di una volta. Quasi un fuoco sacro, che le fa dire: «Sono andata anche in galera, volontariamente, per questa legge. La 194 non e proprio quello che volevamo, soprattutto perché non è riuscita a diffondere la contraccezione. Ma di tornare indietro non si parla proprio. Le donne non sono più disposte a far figli come pecore».

Adele Faccio è preoccupata per questa ondata revisionista?

«Si molto. Non e un fatto che riguarda solo l’Italia Sono tornata dalla Francia poco tempo fa e anche lì ho sentito questi discorsi. Negli Stati Uniti è lo stesso. Sono terrorizzata da quel che sta accadendo. Dietro c’è una volontà precisa dei maschi di ristabilire il loro potere sulle donne, rappresentato dal potere di metterle incinte. Da millenni i maschi sono abituati ad essere padroni della vita, forse inconsapevolmente. E non si arrendono di fronte alle conquiste femminili».

Ma questa legge, anche secondo Pannella, non funziona per molti aspetti. Modificarla non potrebbe essere un bene?

«La legge non c’entra. Nessuno dovrebbe ficcare il naso in una questione squisitamente femminile. Certo, se la coppia va d’accordo, anche il padre deve dire la sua. Ma se non e così, solo la madre ha il diritto di scegliere se dare la vita o no. Partorire è il più gigantesco atto d’amore che ci sia e non tutte sono nelle condizioni fisiche, psicologiche e ambientali per compierlo».

Ma parlando così non si toglie a quell’atto tutta la sua naturalità? Non lo si rende più difficile da accettare?

«Proprio questo è l’errore culturale che per secoli ha imprigionato la donna: fare un figlio è nell’ordine della natura. Lo è, d’accordo. Ma oggi, con i problemi spaventosi che affliggono l’umanità, si può aver paura di accettare una gravidanza».

E basta la paura, per rifiutare un figlio? Non si può vincerla?

«Se una donna ha paura già vuol dire che non è in grado di fare un figlio. Vale la pena di vincersi? Quante pessime madri ci sono in giro per quest’errore? No, bisogna pensarci bene, essere sicure prima di accettare la maternità. Alcune, come me, hanno avuto il lusso di potersi concedere un figlio. Altre non hanno questa possibilità».

Diventare madre è un lusso?

«Certamente. L’aborto è da evitare al massimo con una contraccezione diffusa e sicura. Ma la donna deve avere questa possibilità che la cultura, la società, la Chiesa, la cosiddetta “morale” vogliono ancora negarle».