19 Ottobre 1976 | Intervento nella VIII Commissione – Istruzione e Belle arti in occasione della discussione sul finanziamento straordinario per l’Università di Roma

Vorrei riferirmi alla situazione delle università italiane proprio per quanto riguarda la macroscopica grandezza di questi edifici che si vengono costruendo.

Mentre da una parte non si fa che parlare di decentramento, si viene dall’altra ad appesantire le università costruendo delle vere e proprie città universitarie.

Questi enormi corpi, non solo sono costosissimi, ma creano tutta una serie di problemi di cui il più rilevante è la pressoché totale emarginazione della popolazione studentesca.

A noi sembrerebbe più ovvio proporre difare tanti piccoli centri universitari affermando il concetto di una realtà studentesca che si articola con la realtà sociale e lavorativa che la circonda.

Riteniamo inoltre che nel momento di restrizione economica in cui viviamo sarebbe più logico costruire centri universitari di dimensioni limitate ma dotate delle attrezzature necessarie (laboratori, strumenti di analisi, musei, eccetera) piuttosto che strutture elefantiache come quelle che ci sono oggi.