UNA STREGA DA BRUCIARE
Gennaio 1981 | Lanfranchi editore

«I no no no appassionati di tutta la mia vita mi hanno spinta anche a questa lotta. La lotta del “no” contro la facile distrazione del potere medico e politico – che permetteva sì l’aborto, ma clandestino, con il conseguente massacro e sfruttamento della disperazione delle donne – e che in fin dei conti non ha mai voluto ammettere che la gente sia libera e si autodetermini. “Badare a se stesse” questo è ciò che il potere non vuole ammettere per le donne. A poco poco, con il contagocce, sotto la pressione delle lotte sociali, imposte ai partiti e ai sindacati dalla volontà della gente, sollecitate dalla verità delle condizioni denunciate, il potere è stato obbligato a concedere piccoli spazi di libertà. Va bene, dice il potere, avrete l’aborto, ma sarà un aborto di stato, concesso solo a chi ha il coraggio di chiederlo, con abbondanza di ragioni e sottomissione. Questo non è ciò che le donne volevano e dunque, bisogna avere il coraggio di ripetere il sano “no” politico».